A volte ritornano…

 di Massimo Turella                                                                              (tratto da una storia vera)

Dopo la mancata presentazione delle liste del M5S alle scorse elezioni regionali della Sardegna, si aspetta di capire quale sarà l’atteggiamento dei padroni del marchio nei confronti dell’elettorato sardo e viceversa, e, inoltre, secondo quali regole verranno scelti i candidati grillini.

Un Allocco, volatile notturno.

Un Allocco, volatile notturno.

Le regole in questione, secondo l’ortodossia grillina, dovrebbero prevedere votazioni online sul portale nazionale tra quei candidati in possesso dei requisiti minimi previsti dal Blog; come infatti tutti sanno, la votazione online sul portale nazionale è la pietra angolare del procedimento con il quale il M5S sceglie i suoi candidati, secondo il principio cardine dell’uno vale uno. Tutto molto bello, se non fosse che la realtà ci ha mostrato che, quando si tratta del M5S,  principi e regole sono concetti quanto mai aleatori ed indeterminati. Al punto in cui si è arrivati, occorre infatti chiedersi non soltanto, e non tanto, se questi principi e queste regole siano effettivamente seguiti, vigenti e applicati, o se invece essi altro non siano che l’ennesima manciata di fumo negli occhi dei gonzi, al fine ultimo di far crescere ed affermare il “prodotto M5S”.

Corrono da tempo -e sono arrivate anche a noi- molte voci su fortissimi interventi dei vertici del M5S nella composizione delle liste regionali e locali in giro per l’Italia, che, in alcuni casi si sarebbero addirittura concretati nella scelta e/o imposizione di candidati sconosciuti alla base degli attivisti locali, quando non nell’affidamento “diretto” ad uno o più esponenti locali del Movimento dell’incarico di predisporre le liste medesime, con la promessa della certificazione (a prescindere, ovviamente, da qualsiasi votazione sul portale).

Trattandosi di voci non suffragate da alcuna prova, non ci è stato possibile avere un’idea più precisa della loro fondatezza.

Poi sono arrivate le elezioni regionali della Sardegna, e lì abbiamo capito sulla nostra pelle non soltanto che le dicerie non erano invenzioni di persone o organi di stampa o “poteri forti” che volevano “screditare il Movimento”, ma che, anzi, era tutto vero.

Così vero da sembrare incredibile.

Così vero da non credere alle proprie orecchie.

Così vero, soprattutto, da far pensare a qualcuno che forse era meglio conservare una qualche forma di documentazione di ciò che stava accadendo.

A futura memoria.

Si dice che l’essere umano sia un animale abitudinario, che tende a ripetere determinati comportamenti per ragioni di comodità, sicurezza ed anche piacere. Chiaramente, i meccanismi dell’abitudinarietà sono propri anche dei comportamenti devianti, che molto spesso sono anch’essi posti in essere secondo schemi e meccanismi collaudati e ripetitivi.

E tanto più tarda il momento della denuncia di tali comportamenti malsani (denuncia che spesso è ostacolata o impedita proprio dall’enormità di ciò che essi nascondono), tanto più ciò concorre ad aumentare nei loro autori un senso di impunità e di onnipotenza, che porta questi tristi soggetti a commetterli (ripetitivamente) ancora ed ancora, fidando anche nella loro male acquisita aureola di santità nonché nella scarsa memoria collettiva delle persone e del mondo nel quale viviamo.

Ebbene in Sardegna deve essere successo qualcosa del genere, se è vero ciò che si vocifera circa un esponente di punta del grillismo isolano contattato -con le solite modalità “dirette”- affinché predisponesse una lista di nomi da far correre alle prossime elezioni europee.

Il poveretto -che qualcosa deve aver risaputo di quanto è successo alle elezioni regionali- un po’ ha traccheggiato ed un po’ ha promesso; poi, preso coraggio, ha osato chiedere ai Pifferai magici almeno una e-mail che lo legittimasse all’assolvimento di un incarico così gravoso e così poco conforme alle “regole” del Movimento, ma si è sentito rispondere: <<Perché? Non ti fidi?>>

Ci permettiamo di dare un consiglio al povero grillino: non fidarti!

Ai pifferai magici, invece, ricordiamo, citando Abramo Lincoln, che “Puoi ingannare tutti qualche volta, e qualcuno tutte le volte, ma non puoi ingannare tutti per sempre.

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