Tra dittatori ci si intende

di E.M.

Il vero accordo politico non è tra Renzi e Berlusconi ma tra Grillo e Berlusconi.

I due hanno obiettivi comuni, hanno programmi sovrapponibili in molti punti, e hanno anche la medesima concezione del partito, un partito carismatico nel quale la linea politica è decisa dal capo, che è anche il padrone del simbolo, dei mezzi di comunicazione e della cassa. L’unica differenza è che Grillo ha anche, nella sua valigia di piazzista, prodotti di sinistra, idee e proposte che storicamente sono state della sinistra, e che quindi ingannano i potenziali elettori del PD, i cui voti vengono usati da Grillo per favorire politiche di destra (si pensi a quando Grillo e Casaleggio tentarono di imporre ai parlamentari Cinquestelle di non abrogare il reato di immigrazione clandestina).

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Grillusconi in persona.

Il M5S, insomma, sembra una grande cucina che raccoglie prodotti ed elettori di sinistra e li usa per preparare un bel piatto di destra, da servire al Berlusca, che infatti gongolando aspetta di sbranare ciò che ha ordinato. Sa che il M5S lavora per lui.

E non è neanche escluso che si siano già spartiti i territori di razzìa. Basta guardare cosa è capitato in Sardegna: con vergognosi pretesti Grillo ha impedito che il M5S si presentasse alle elezioni (elezioni che il M5S, secondo i sondaggi, avrebbe potuto vincere) e molti autorevoli attivisti hanno cercato in tutti i modi di far convergere i voti grillini verso la Murgia (basti pensare che il fidanzato della deputata Corda era candidato proprio in una delle sue liste…) nella certezza che tutto questo (visti i sondaggi) avrebbe favorito il centrodestra di Cappellacci (Governatore uscente ricandidatosi con il centro destra sardo).

I classici conti senza l’oste, perché nessuno si sarebbe mai potuto immaginare che i sardi avrebbero preferito addirittura il centrosinistra di Pigliaru, pur di non votare l’accozzaglia della “Terminator” sarda!

Ma a livello nazionale c’è Renzi: i due leader della destra italiana, Beppe Grillo e Berlusconi, che sembrano aver già saziato gli italiani coi loro slogan e coi loro metodi dittatoriali, sanno che l’astro nascente è Renzi, e sanno che la sua ascesa deve essere bloccata il prima possibile. Anche perché Renzi, e più in generale il PD, sono bravi a sventolare una patente di democraticità e di trasparenza (vedi il mito delle loro primarie) e questo è un modello che i due dittatori non possono accettare.

Ecco perché l’aggressività di Grillo si riversa tutta su Renzi.

Berlusconi, invece, più astuto, tace e sta a guardare. D’altronde, lo ammise anche Grillo, un anno fa: vi ricordate? Disse: “Alla fine, distrutto il PD, rimarremo in due, a contenderci l’Italia nello scontro finale: io e Berlusconi!”. Che bella prospettiva, per la nostra povera italia, vittima della contesa tra un comico dittatoriale e un dittatore comico! Presto, facciamo presto, a organizzare un vero movimento democratico, un movimento senza leader carismatici, un movimento di cittadini liberi uniti da un programma politico vero.

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