Il furto del fisco Italiano a danno dei cittadini.

Prima che sia troppo tardi per tutti….

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Si parte dal principio di cosa siano le imposte o le tasse come definizione e scopo e come questi strumenti siano utilizzati, purtroppo, in modo distorto e delinquenziale da un sistema distorto creato ad artificio da soggetti senza alcuno scrupolo e che come questo sia la fonte di uno dei grandi problemi odierni della collettivita’ in particolare dei cittadini e delle imprese italiane sane.

La “tassa” per definizione e’ una tipologia di tributo col quale il contribuente/cittadino privato riceve in cambio del pagamento della stessa una controprestazione di un servizio pubblico.

L'”imposta” e’ quel tributo che e’ necessario per finanziare la copertura per poter dare esecuzione alle leggi e per finanziare la spesa pubblica.

Pertanto dalle sopracitate definizioni emerge che comunque i tributi versati sia direttamente che indirettamente dal cittadino/contribuente servano per il bene pubblico ovvero per la collettivita’ che ne deve comunque ottenere un beneficio sia diretto che indiretto.

Oggi purtroppo essendo l’Italia aderente all’euro e quindi non avendo piu’ una moneta sovrana, la stessa (la moneta – Euro) viene presa in PRESTITO dai mercati finanziari in cambio di un interesse che questi ultimi richiedono allo Stato, ergo, in questo sistema, i tributi servendo a finanziare la spesa pubblica ed il debito che si genera dallo stesso interesse che deve essere restituito, sono richiesti all’intera collettivita’ con enormi sacrifici da parte dei singoli individui che, dovendo ripagare con i tributi un interesse sul debito generato dalla stessa acquisizione della moneta, non hanno alcun riscontro o controprestazione in cambio del loro pagamento, ovvero alcun servizio viene erogato da parte dello stato in cambio dei tributi versati ovvero importanti masse monetarie generate dal lavoro, dalla fatica, dall’impegno, dal sacrificio e dal tempo sottratto alle vite di ciascuno di noi servono esclusivamente per pagare un interesse su un debito appunto generato dal prestito del danaro stesso. I tributi richiesti a famiglie, lavoratori e imprese sono, artificiosamente richiesti, su basi imponibili fasulle, ovvero con calcoli che non tengono in considerazioni reali detrazioni e deducibilita’ su spese effettivamente sostenute dal cittadino/contribuente: con un semplice esempio molto elementare si comprende meglio come il fisco italiano con un raggiro ai danni dell’intera collettivita’ estorce in primis soldi ed in un secondo momento il patrimonio.

Esempio 1) un imprenditore individuale fattura 100,00 €, spende € 50,00 per la spesa alimentare, la base imponibile per il fisco sul quale calcolare le imposte e’ pari a € 100,00 e non 50,00 € (che sarebbe la differenza tra i 100,00 € incassati e i 50,00 € spesi) in quanto le spese alimentari non sono deducibili. Come mai questa stortura e’ consentita? Sostanzialmente il fisco richiede imposte generate su una base imponibile non reale (ovvero non consente la deducibilita’ totale delle spese sostenute a qualsiasi titolo) richiedendo sostanzialmente al cittadino/contribuente somme di danaro che quest’ultimo non puo’ disporre in quanto gia’ spese!!!! In seconda battuta il cittadino/ contribuente  per non vedersi pignorato il proprio patrimonio personale dall’esattore che chiede soldi al contribuente perche’ impossibilitato a pagare in toto i tributi deve ricorrere a prestiti continui sia da banche (???) che in’ultima spiaggia anche da usurai privi di scrupolo. L’alternativa per il povero cittadino/contribuente e’ quello di ricorrere ad una rateizzazione sempre piu’ prolungata nel tempo con l’esattore generandosi cosi’ un vero e proprio mutuo a  vita imposto dallo stato. Di fatto oggi chi svolge attivita’ di impresa (piccola e media)  genera debito anziche’ un profitto e tale debito e’ imposto dallo stato.

Non viene pertanto rispettato dalle norme tributarie l’art.4 della Costituzione che sancisce che ogni cittadino deve concorrere secondo le proprie possibilita’  al progresso materiale e spirituale ella societa’, infatti il fisco italiano non solo richiede ai cittadini tributi oltre le proprie possibilita’, ma di fatto impedisce agli stessi di contribuire al progresso della societa’ inducendolo di fatto ad uno stato di schiavitu’.

E’ chiaro che questo crea una spirale viziosa dove il mezzo (l’euro) stesso per pagare il debito ed il relativo interesse e’ il medesimo che lo genera; facilmente intuibile che da tale spirale non si potra’ mai uscire se e’ la moneta che crea il debito stesso. E’ anche facilmente intuibile che cio’ non sia frutto del caso ma un meccanismo diabolico ingegnato ad arte che ha come secondo fine quello di impadronirsi, da parte dei mercati finanziari gestiti anche da soggetti privati senza scrupoli, di intere nazioni.

Ma ora se assistiamo passivamente a questo schiacciasassi rappresentato dal debito pubblico che e’ appunto generato artificiosamente da qualche mente diabolica, sara’ necessario risvegliarci dal nostro torpore e cercare di far fronte per risolvere questo dilemma che attanaglia ciascuno di noi.

Le varie soluzioni possibili per affrontare o arginare il fenomeno:

A) rendere la moneta sovrana ovvero di proprieta’ della collettivita’ e non appartenente ad un soggetto privato che la cede in prestito in cambio di un interesse. La massa monetaria disponibile dovra’ essere l’equivalente della stima del valore dei beni che possano rientrare tra quelli scambiabili dal mercato. Introdurre pertanto il concetto di beni non disponibili nel mercato e beni rientranti nel mercato. La moneta pertanto potra’ essere utilizzata esclusivamente per le transazioni e gli scambi dei beni “commercializzabili” ovverro ammessi nel mercato ed esclusa da quelli non ammessi. A titolo meramente esemplificativo beni oggetto di mercato potranno essere: beni superflui quali mezzi di trasporto privati , tutti gli immobili (terreni e fabbricati) non di prima necessita’ come seconde case, terreni ad utilizzo ludico, ricreativo, sportivo, turistico, commerciale, artigianale e industriale e tutti i prodotti non di prima necessita’. Dovranno essere escluse dal mercato ovvero non assoggettate a logiche speculative e di profitto beni quali: prima casa di abitazione, terreni utilizzati per la produzione di prodotti ortofrutticoli per il consumo diretto di prima necessita’ alimentare, ed in generale tutti i mezzi i beni e le strutture di pubblica utilita’ quali: strutture sanitarie, l’acqua, i mezzi di trasporto collettivi, ecc..

B) Rendere maggiormente operativo la permuta ed il baratto tra gli individui con l’organizzazione anche di centri di incontro ad hoc per effettuare gli scambi senza transazioni monetarie.

C) Istituire, tra i beni non “commercializzabili” un’area completamente free tax sui beni di prima necessita’ quali: prima casa, primo mezzo di trasporto, connessione alla rete internet, terreni utilzzati per la coltivazione di prodotti ortofrutticoli per l’immediato consumo.

D) Applicazione della totale deducibilita’ delle spese sostenute di ogni genere per il calcolo dell’imponibile fiscale.

Chi si contraporra’ a tali principi veramente equi e per rendere effettiva la dignita’ dei cittadini, sara’ ritenuto complice della rovina di intere famiglie, cittadini e imprese.

In un documento a parte saranno esplicitati con dati e calcoli numerici come le normative tributarie e fiscali di fatto generino disgrazie, disperazione tra i cittadini e portino ad un fallimento lento e inesorabile di imprese di ogni genere e tipo

Saranno altresi’ raccolti fatti di cronaca, notizie, dati relativi ai disagi patiti dai cittadini derivanti dall’azione fiscale e portati a conoscenza dei diretti interessati a partire dai funzionari dell’Agenzia delle Entrate, alla Guardia di Finanza ed alla Magistratura, in modo che questi soggetti siano sensibilizzati della situazione reale e che non si rendano complici dello sfacelo sociale ed economico a cui stiamo assistendo ma anzi rivolgano il loro impegno nei confronti dei veri grandi evasori, dei soggetti che si sono resi colpevoli nella elaborazione di leggi usurarie tributarie e che si assumano le loro responsabilita’ di fronte a tutta la nazione..

 

Paolo Sanna – Sassari

Consulente d’impresa

 

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